Streptococco agalactiae b: quali soggetti colpisce

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Streptococco agalactiae
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Streptococco agalactiae b: l’infezione streptococcica

Lo Streptococco beta emolitico di gruppo B è un batterio che normalmente fa parte dell’apparato della flora batterica di soggetti adulti, ma lo si trova anche nelle vie urogenitali delle donne e di altri mammiferi, in questi casi la colonizzazione dello Streptococco agalactiae b non arreca disturbi o sintomi al soggetto che ne è affetto. Questo batterio causa invece delle conseguenze rilevanti quando il batterio non si comporta da un semplice commensale determinando un’infezione streptococcica una condizione che può sorgere in età precoce, nei neonati, causando meningite, polmonite, sepsi, batteriemia; ma il Streptococcus agalactiae, può essere responsabile delle stesse patologie anche nei soggetti anziani registrando in questi casi un tasso di alta mortalità. Inoltre questo batterio tende ad aggredire altre categorie di soggetti deboli dal punto di vista delle difese immunitarie, ed infatti è anche responsabili di infezioni  in pazienti immunodepressi, nei soggetti colpiti da cirrosi e nei diabetici; ma lo Streptococco beta emolitico di gruppo B  oltre ad infettare l’uomo determina infezioni mammarie nei bovini, un fenomeno che ha evidenziato un’elevata incidenza in Nord America. Maggiori notizie sull’argomento si trovano su Streptococco agalactiae contagio per trasmissione verticale da madre-nascituro.

In gravidanza

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La gravità della trasmissione dello Streptococco agalactiae b si evidenzia nelle gestanti: in Italia si stima una positività al batterio, che si ritrova a livello vaginale o rettale, nelle donne in stato interessanti da ascrivere in un range di valori che va dal 3% al 30%, si tratta di una colonizzazione asintomatica e che quindi spesso passa come inavvertita da parte delle pazienti. Ma la sua trasmissione ai neonati durante il parto, anche se registra una bassa percentuale di casi (2-3 casi ogni 1.000 nascite) può causare gravi patologie neonatali oltre ad essere responsabile anche di episodi di mortalità neonatale. Per scongiurare il contagio da madre a neonato si adotta come precauzione un’indagine da effettuare entro la 36° settimana dell’epoca gestazionale, in questo modo è possibile avviare per tempo una terapia antibiotica a scopo preventivo. Altre informazioni si trovano su Streptococco agalactiae terapia e prevenzione.

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