Microbiota delle vie aeree associazione con le patologie respiratorie acute

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Microbiota delle vie aeree associazione con le patologie respiratorie acute

Lo studio coordinato da Shu Mei Teo, pubblicato sulla rivista Cell Host &Microbe, ha evidenziato che il microbiota delle vie aeree superiori influenza lo sviluppo ed il grado di severità delle patologie respiratorie acute. La colonizzazione di batteri patogeni del microbiota nasofaringeo esporrebbe i soggetti (bambini allergici, sensibilizzati e non) ad un maggior rischio di contrarre patologie respiratorie acute ed asma. Questa scoperta contribuisce ad acquisire maggiori informazioni sulle patologie acute del tratto respiratorio (acute respiratoryinfections – ARIs) che colpisconoprincipalmente la popolazione infantile, ma allo stesso tempo promuove la formulazione di misure correttive in grado di ridurre il rischio di malattia acuta ricorrente e di asma cronico.Gli autori dello studio hanno esaminatoil microbioma del tratto nasofaringeo tenendo conto dell’analisi per sequenziamento genico di 3.014 campioni raccolti da 244 bambini, partendo da tale indagine è stato possibile esaminare la relazione e le dinamiche longitudinali della colonizzazione del microbioma nasofaringeo in bambini sani e durante un episodio di ARI, nei loro primi 5 anni di vita, ma allo stesso modo è stato possibile analizzare i cambiamenti di associazione tra sintomatologia di ARI e specifici taxa di NPM. Gli studiosi hanno valutato se i patogeni virali presenti nel microbioma nasofaringeo rappresentino un segno di cambiamenti nella popolazione batterica locale o viceversa, inoltre hanno indagatola relazione tra la colonizzazione del NPM, la sensibilizzazione allergica precoce e la cronicità di asma a 5 anni. Altre notizie su: https://microbioma.it/pediatria/nel-microbiota-nasofaringeo-nuove-possibili-cure-per-infezioni-e-asma/.

Alcuni dati

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Il microbiota delle vie aeree superiori nei primi 5 anni di vita è composto dai seguenti ceppi di batteri: Moraxella, Streptococcus, Corynebacterium, Alloiococcus, Heamophilus, Staphylococcus; ciascunceppo comprende numerosi OTUs (operationaltaxonomicunits) di diversa strutturazione ed abbondanza da cui derivano 15 profili di microbioma distinti (microbiomeprofilegroups – MPGs). Dal primo anno di vita le infezioni respiratorie acute sono positivamente associate agli MPGs dominati da Heamophilus, Moraxella, Streptococcus; nella popolazione infantile è possibile riscontrare la contemporanea presenza di batteri e virus nel tratto aereo superiore responsabili di patologie respiratorie. Per analizzare il legame tra virus e batteri nelle infezioni acute delle vie respiratorie, si è valutata la presenza dei comuni virus nei campioni raccolti evidenziando che esiste un rapporto mutualistico o sinergico tra batteri e virus.Il microbiota delle vie aeree superiori èsuscettibilea fattori esterni, come la comparsa di infezioni o l’uso di antibiotici. Lo sviluppo di infezioni del tratto respiratorio inferiore ha evidenziato associazione positiva con Heamophilus, Moraxella, Streptococcus ed associazione negativa con Staphylococcus, Corynebacterium e Alloiococcocus. I ricercatori hanno avuto modo di ribadire come il rischio di asma cronico a 5 anni sia dipendente al numero di infezioni del tratto respiratorio inferiore nel primo anno di vita, hanno poideterminato se lo sviluppo di malattie associate agli MPGsHeamophilus, Moraxella, Streptococcus entro i 4 anni sia un dato predittivo della severità di LRI durante lo stesso periodo e/o di asma a 5 anni. Lo studio pubblicato sulla rivista Cell Host &Microbe ha mostrato che nei bambini con sensibilizzazione allergica precoce, le infezioni acute delle vie respiratorie associate agli MPGsrisultano essere correlate positivamente con il numero di LRIs, la frequenza delle ARIs dei primi 2 anni ha rivelato associazione indipendente con asma cronico a 5 anni. Invece nei bambini non sensibilizzati, la frequenza degli episodi di ARIs non è risultata associata ad asma a 5 anni, è stata evidenziata una relazione positiva con l’asma transiente, non è emersa correlazione tra stato di sensibilizzazione allergica e gravità delle LRIs.

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