Corea di Sydenham complicanza di un’infezione da streptococco

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Streptococco beta emolitico
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Corea di Sydenham complicanza di un’infezione da streptococco

Una complicanza infiammatoria associata al precedente quadro clinico di un’infezione da streptococco beta emolitico di gruppo A è rappresentata dalla corea di Sydenham, una condizione patologica nota anche con il nome di chorea minor, corea infettiva o reumatica, ma anche con il nome popolare di ballo di San Vito. Questa complicanza è spesso connessa con la febbre reumatica, colpendo con maggiore frequenza il genere femminile durante l’adolescenza, il picco di incidenza si registra solitamente in estate ed all’inizio dell’autunno. Il meccanismo di aggressione parte dall’azione degli antigeni streptococcici, simili agli antigeni del tessuto neuronale, a questo punto intervengono gli anticorpi cross-reattivi che si legano al tessuto nervoso attivando la cascata infiammatoria a cui attribuire il danno tissutale. L’esordio della patologia è tardivo visto che dopo l’infezione streptococcica possono passare anche fino a 12 mesi prima della manifestazione della sintomatologia che si traducono nella comparsa di: febbre reumatica, movimenti rapidi, afinalistici, non ripetitivi, involontari che spariscono nel sonno; il paziente esegue movimenti volontari con scarsa coordinazione possono apparire goffi, sono frequenti le smorfie del volto oppure le difficoltà nel vestirsi e nel mangiare.

Diagnosi e terapia medica

corea di Sydenham

corea di Sydenham

Il decorso  della corea di Sydenham è variabile a partire dal suo esordio così come il decorso che può determinare la  scomparsa graduale dei sintomi, in media può risolversi entro altri 3 mesi, in alcuni casi la sua durata può persistere fino a 6-12 mesi. Per quanto riguarda la diagnosi va precisato che dall’esame neurologico non emergono deficit a carico della forza muscolare o della percezione sensoriale, possono talvolta essere rilevati invece difetti del riflesso rotuleo. Dagli esami di laboratorio si può rintracciare una pregressa infezione streptococcica, non si evidenziano alterazioni del LCR e l’EEG; la diagnosi generalmente è di tipo clinico e necessita dell’attenta valutazione dei movimenti irregolari ed involontari di carattere patognomonico. L’approccio terapeutico prevede nei casi più severi la sedazione del paziente con lo scopo di limitare i movimenti incontrollati e gli effetti negativi dei movimenti patologici gravi, si somministrano in questo caso i farmaci di tipo antipsicotico, se questi farmaci non sono efficaci, il medico può prescrivere dei corticosteroidi con lo scopo di accelerare il miglioramento del quadro clinico.

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